Cassa integrazione e secondo lavoro, compatibili?

Se il lavoro intrapreso si svolge durante gli orari dell’attività per il quale è intervenuta la cassa integrazione è necessario sospendere il rapporto attivo.

Per sospendere il rapporto occorre inviare una raccomandata all’Inps, al proprio datore di lavoro e il Centro per l’Impiego, informandoli dell’inizio della nuova attività a tempo determinato.

Una volta terminato il nuovo rapporto, occorre comunicarne all’Inps la conclusione d, allegando documentazione idonea, la cessazione del contratto ogni altro documento utile a comprovare la cessazione della collaborazione. L’Inps, verificata la documentazione potrà ripristinare la cassa integrazione.

La mancata comunicazione  in forma cartacea,  all’Inps e all’impresa dalla quale si è cassa integrati, non comporta la decadenza della cassa integrazione se il rapporto di lavoro è a tempo determinato. Nel caso in cui si trattasse di un rapporto a tempo indeterminato, dopo il periodo di prova, il rapporto di lavoro con l’azienda di provenienza cessa definitivamente e non vi è più possibilità di rientrare in cassa integrazione.

Possibilità di cumulo

Nel caso in cui il lavoratore part-time cominciasse una nuova attività di lavoro, sempre part-time il cumulo non è vietato, purché gli orari del lavoro per cui si è cassintegrati non si sovrappongono agli orari della seconda attività.

 

RDC e assegno unico compatibili?

Rispondiamo ai nostri lettori che ci hanno scritto dalla pagina principale del nostro www.giornalecaf.it

La domanda è, assegno unico per i figli e reddito di cittadinanza sono compatibili?

La risposta è si, ma a quanto pare non si sommeranno tra loro.

L’assegno unico per i figli infatti è compatibile con il Reddito di Cittadinanza e con altre misure in denaro erogate da regioni, comuni e altri enti a favore dei figli. Nello specifico l’INPS corrisponde l’assegno per i figli contemporaneamente al RDC, SOTTRAENDO ALL’IMPORTO DELL’ASSEGNO PER I FIGLI LA CIFRA EROGATA A TITOLO DI REDDITO DI CITTADINANZA.

Ma non è finita. Per quanto riguarda l’assegno unico gli importi non saranno soggetti a limiti di spesa come invece accade per il reddito di cittadinanza.

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Condono 2021 ex Equitalia, entro il 20 giugno

Con la conversione in Legge sono scattati i 30 giorni per il decreto attuativo. Intanto il Sostegni-bis slitta al 30 giugno il termine per la sospensione delle notifiche.

Presto saranno resi noti i dettagli, regole e date per ottenere lo stralcio di tutti i ruoli affidati all’agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2010 e di importo fino a 5mila euro.

I 5 mila euro riguarderanno i singoli carichi che dovranno essere presi in considerazione uno ad uno.

Se quindi in una cartella sono sommati più più debiti, questi dovranno essere separati e cancellati automaticamente, se alla data del 23 marzo 2021,  non superano singolarmente  i 5mila euro.

Requisiti reddituali

Lo stralcio delle vecchie cartelle potranno ottenerlo i cittadini e le partite iva che nell’anno di imposta 2019 – dichiarazione dei redditi 2020 – non hanno superato un reddito imponibile pari a 30.000 euro.
Seguendo il filo logico del provvedimento, si dovrebbe considerare l’imponibile già al netto degli oneri deducibili, ossia quello su cui poi si applica l’aliquota che determina le imposte sui redditi. Inoltre nel calcolo dovrebbero sommarsi tutti i redditi percepiti dal singolo contribuente, ad esclusione dei redditi a tassazione separata
Stop alla notifica delle cartelle
Fino al 30 giugno, le cartelle fino a 5000 euro, non dovranno essere pagate e nemmeno notificate dall’Agenzia delle entrate. Il provvedimento resterà valido anche se l’amministrazione non approverà nei termini le regole sul condono delle cartelle da stralciare.

Omicidio del carabiniere Nestola: Cordoglio dall’associazione tributaristi italiani della liguria

Voglio esprimere il mio dolore per quanto accaduto a Silvano Nestola, ex maresciallo dei Carabinieri.

E’ stato brutalmente ucciso a colpi di arma da fuoco,  dopo cena, mentre tornava a casa in compagnia di suo figlio che aveva solo 10 anni. Ci auguriamo che il colpevole sia identificato e assicurato alla giustizia. Uno stato civile non dovrebbe mostrare alcuna pietà e reagire senza indugio per colpire duramente chiunque si macchi di tali crimini.

Di seguito riporto la notizia appresa e la sua fonte

fonte notizia: https://www.rainews.it/

fonte immagine: https://www.brindisireport.it/

Aveva finito di cenare nella casa di campagna di sua sorella e stava raggiungendo l’auto parcheggiata all’esterno, in compagnia di suo figlio di dieci anni, quando è stato raggiunto da una raffica di colpi d’arma da fuoco, quattro dei quali lo hanno colpito, uccidendolo. E’questa una prima ricostruzione dell’omicidio dell’ex maresciallo dei carabinieri Silvano Nestola, ucciso la scorsa notte da un uomo incappucciato alla periferia di Copertino (Lecce). Il killer è ricercato in tutto il Salento dove è caccia all’uomo.   A quanto si apprende, Nestola, che aveva 46 anni, stava raggiungendo l’auto con suo figlio quando ha sentito il rumore di alcuni colpi di arma da fuoco. A quel punto avrebbe detto al bambino di rientrare in casa mentre lui ha proseguito verso l’auto incontrando il suo assassino. Il killer prima di sparare sarebbe rimasto nascosto dietro il muro di cinta dove abita la sorella della villetta, protetto dalle tenebre e da una siepe piuttosto alta e fitta, l’omicida ha atteso che Nestola uscisse dall’abitazione in cui si era recato per la cena. L’auto di Nestola, una Toyota Yaris, è stata trovata crivellata di colpi.   Nestola era stato in servizio nel comando provinciale di Lecce fino allo scorso settembre e da allora era a riposo perché riformato. Al momento gli inquirenti ritengono poco probabile che l’omicidio possa essere collegato alla criminalità, e indagano anche nella vita privata dell’ex militare.

 

Dott. Guglielmo Bonanno

Associazione Tributaristi Italiani Liguria

Bonus BABY SITTING, richieste online

INPS comunica che il Bonus baby-sitting è attivo e può essere usato il servizio online per farne richiesta. Il bonus, fino a cento euro a settimana, è erogato per l’acquisto di servizi di baby-sitting o di servizi integrativi per l’infanzia. Può essere utilizzato fino al 30 giugno 2021. Verrà erogato mediante il Libretto Famiglia, o in alternativa direttamente al richiedente, per la comprovata iscrizione ai centri estivi, ai servizi socio-educativi territoriali, ai centri con funzione educativa e ricreativa e ai servizi integrativi o innovativi per la prima infanzia. In quest’ultimo caso, il bonus è incompatibile con il cosiddetto bonus asilo nido.

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Ex Equitalia, condono fino al 2015, per cartelle fino a 10 mila euro e con redditi superiori.

Comincia la battaglia sul condono dei debiti ex Equitalia. La Lega non ci sta sulla soglia dei 5.000 euro e chiede di raddoppiarla, inoltre vorrebbe estendere il beneficio ai contribuenti con reddito fino a 50.000 euro.

Forza Italia, anche se Silvio Berlusconi preoccupa il mondo politico con il suo stato di salute, è ferma sulle sue posizioni e chiede che il condono comprenda anche i contribuenti con dichiarazione fino a 40.000 euro.

Inifne il M5S. Il partito non partito, diventato struttura partitica a tutti gli effetti, che mai avrebbe governato con le caste e che sostiene il Governo dell’ex Bce MARIO DRAGHI, garante del sistema bancario, lo stesso movimento che al governo con Salvini frenò l’iniziativa sui condoni riducendola al minimo, oggi chiede di estendere il condono alle cartelle iscritte al ruolo fino al 2015.

Insomma, confusione politica a parte, è chiaro a tutti che a pagare il prezzo di questa pandemia non possono essere solo imprenditori e famiglie.

Il Governo e le istituzioni devono fare un passo indietro e restituire respiro all’economia favorendo la ripartenza.

Come sempre contrari PD e Leu. Le previsioni vanno però a loro favore. Non dimentichiamo che nonostante siano usciti sconfitti dalle urne, oggi grazie ad un incredibile gioco di ipnotismo, governano a pieno titolo e sono in grado di ostacolare qualunque iniziativa che provenga da Lega e 5 Stelle (che avevano vinto le elezioni e governavano soli)

Attenzione però, inizia il countdown per la conversione in legge del DL Sostegni, che deve avvenire entro il 21 maggio, solo allora sapremo come andrà a finire.

730 a Genova gli appuntamenti si prendono on-line

La sicurezza corre su web, via telefono, e da oggi un noto portale ha dato il via al sistema di appuntamenti online.

Il portale in questione e caf365, che durante la pandemia si èattivato per primo con lo sopo di dare l’opportunità agli utenti di prendere appunatmenti da casa.

Il servizio è facile e immediato, basta compilare un modulo e si viene richiamati da un operatore.

In realtà e possibile scrivere alla piattaforma per fare anche le altre pratiche. La pagina in questione si trova a questo indirizzo.

www.caf365.it

Le segnalazioni ci dicono che il sistema è efficace.

www.caf365.it

Se nel 2020 i bonus hanno conquistato la scena, nel 2021 il vero protagonista si conferma l’indicatore di reddito ISEE.

Il valore ISEE, infatti, serve non solo per ottenere alcuni bonus 2021 come quello legato alla connettività e agli occhiali e lenti a contatto ma anche per l’assegno universale, il cui esordio è previsto a luglio di quest’anno.

Dovrebbero farlo tutti.
È un parametro che permette di valutare la condizione economica delle famiglie tenendo conto del reddito, patrimonio e caratteristiche del nucleo familiare.

Abbiamo utilizzato l’ISEE per le rette delle mense scolastiche dei nostri figli, per gli asili nido, per l’assegno di maternità, il bonus bebè, le prestazioni scolastiche (libri scolastici, borse di studio, etc) ma anche per tutta una serie di prestazioni economiche assistenziali che vanno dalle agevolazioni per i servizi di pubblica utilità (bollette di luce, acqua, gas e telefono) al Reddito di cittadinanza.

Da quest’anno l’ISEE 2021 servirà soprattutto a sostenere una rivoluzione nel campo delle misure a sostegno delle famiglie: dall’assegno unico per i figli a carico in vigore dal 1° luglio 2021, agli incentivi per l’acquisto di un auto ecologica.

Bonus mobili, come chiederlo e requisiti

COME FUNZIONA E CHI NE HA DIRITTO?
Anche per il 2021 il c.d. “Bonus Mobili” è stato confermato.
In particolare, la detrazione IRPEF del 50% sulla spesa massima di € 16.000 può essere fruita da parte dei soggetti che effettueranno fino al 31 Dicembre 2021 spese per l’acquisto di mobili e/o grandi elettrodomestici della categoria A+ (A per i forni) finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di interventi di recupero del patrimonio edilizio iniziati a decorrere dall’1.1.2020.
La detrazione va ripartita tra gli aventi diritto in 10 quote annuali di pari importo.
Per usufruire dell’agevolazione è necessario che la data di inizio lavori sia anteriore a quella in cui sono sostenute le spese per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici. La data di avvio lavori, potrà essere provata dalle eventuali abilitazioni amministrative o comunicazioni richieste dalle norme edilizie, dalla comunicazione preventiva all’Asl (indicante la data di inizio dei lavori).
Nell’importo delle spese sostenute per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici possono essere considerate anche le spese di trasporto e di montaggio dei beni acquistati, purché le spese stesse siano state sostenute con le modalità di pagamento richieste per fruire della detrazione (bonifico, carte di credito o di debito).
Per ottenere la detrazione occorre effettuare i pagamenti con bonifico, carta di debito o credito (per tracciare la transazione), inoltre ci deve essere corrispondenza tra il totale pagato e l’importo della fattura relativa. NON è consentito, invece, pagare con assegni bancari, contanti o altri mezzi di pagamento.

QUALI DOCUMENTI SERVONO?
– l’attestato di pagamento: ricevuta del bonifico, ricevuta di avvenuta transazione (per i pagamenti con carta di credito o di debito), documentazione di addebito sul conto corrente;
– le fatture di acquisto dei beni, riportanti la natura, la qualità e la quantità dei beni e dei servizi acquisiti.

HO DIRITTO AL BONUS MOBILI, COSA DEVO FARE?
In fase di acquisto, devi indicare i dati per la fatturazione e il Codice Fiscale. Se NON vengono inseriti subito i dati di fatturazione o codice fiscale NON è possibile poi modificare la fattura una volta emessa.
Attenzione: ci deve essere corrispondenza tra i dati dell’utente (intestatario fattura) e i dati del intestatario conto da cui si effettua il pagamento (conto corrente o delle carta).

>> Nel caso tu voglia pagare con Bonifico Bancario è necessario indicare nella Causale del bonifico la ragione sociale del venditore.

50 milioni di cartelle esattoriali in arrivo per famiglie e imprese

In questi giorni arriveranno le notifiche di accertamento e tutti i provvedimenti impositivi emessi nel 2020. Ai contribuenti verranno recapitati tutti gli avvisi di pagamento scaduti tra l’8 marzo ed il 31 dicembre 2020. A comunicarlo è stata la stessa Agenzia delle Entrate, che ha provveduto a spiegare le modalità con le quali gestirà questa operazione.
Saranno quindi circa 50 milioni di cartelle, coinvolgeranno 9 milioni di persone e partiranno in ordine cronologico.
A chiarirlo è stato Ernesto Maria Ruffini, direttore dell’Agenzia delle Entrate.

Soldi per chi finisce la naspi con il REM

L’articolo 12 del DL Sostegni prevede tre quote di REm da 400 euro, per un totale di 1.200 euro, per chi ha terminato tra il primo luglio 2020 e il 28 febbraio 2021 la NASpI o la Dis-Coll. Per il diritto a queste quote di REm, però, è necessario avere un ISEE massimo di 30mila euro.

Da sottolineare che rem e redditondi cittadinanza sono incompatibili.

 

Naspi e covid-19, anche con meno di 30 giornate

Naspi: nuovi requisiti nel decreto Sostegni per tutto il 2021

Circa 139.000 lavoratori con almeno 13 settimane di contribuzione nell’ultimo quadriennio, sono privi delle 30 giornate di lavoro negli ultimi dodici mesi, e quindi restano esclusi dalla possibilità di accedere alla NASPI.

Per questo sotto pandemia potrebbero cambiare le regole.

Secondo quanto previsto dall’art. 15, comma 1, della bozza attualmente in circolazione (il testo ufficiale non è ancora stato pubblicato):

per le NaSpI concesse a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto e fino al 31 dicembre 2021 il requisito di cui all’art. 3 del decreto legislativo 22/2015, comma 1 lettera c) non trova applicazione.

Il requisito menzionato dal decreto Sostegni è relativo per l’appunto alle 30 giornate di lavoro effettuate negli ultimi 12 mesi.

La regola  quindi potrebbe venire temporaneamente  meno. Occorre attendere gli sviluppi.

Ex Equitalia, PD e Leu contro il condono

Finisce male la speranza di ripresa da parte di milioni di famiglie e piccoli imprenditori soffocati dal covid-19, mentre la lotta alla crisi aveva già lasciato le sue vittime sul campo.

A rimetterci come al solito sono le persone che non possono farcela

Dall’altra parte la grande industria continua a godere di sconti e incentivi, così come le banche che tra una legge e l’altra raccolgono i soliti “regalini”.

Uno per tutti? La soglia sull’utilizzo del contante, che scende a 1000 euro e costringe ancora una volta il contribuente a chiedere i propri servizi a banche con cui talvolta non vuole niente a che fare.

Insomma, lobby e banche a parte, secondo i calcoli pubblicati dal Sole 24ore, con la chiusura al 2010 (e non al 2015) e l’esclusione dei redditi sopra i 30mila euro, verranno cancellate “solo” 16 milioni di cartelle esattoriali e non 61 milioni come sembrava in un primo momento.

Conti alla mano resteranno fuori tre cartelle su quattro rispetto alle prime intenzioni.

Per questo lo scontro politico è aperto, anzi è appena cominciato, anche se conosciamo già il vincitore.

Lega e Forza Italia tornano all’attacco sparando colpi a “salve” , forse per raggranellare qualche consenso, e per loro “occorre fare di più”. Dal Pd arriva, però, un netto stop a qualsiasi ipotesi di modifiche.

M5S ormai incapace di farsi valere e Lega “compagna”  di governo con PD e Leu si sono sottomesse alla forza eterna del PD, che oggi più che mai mette in prima linea l’intamontabile Letta che, in barba al “rottamatore? fiorentino” porta tutti a fare un salto nel passato.

Andiamo avanti, in questo caso possiamo dire nulla di nuovo, nulla è cambiato.

Come si dice, “chi è causa del suo mal, pianga se stesso”

Nuovo saldo e stralcio ex Equitalia

Alla fine è stato confermato lo stralcio delle cartelle fino a 5.000 euro, che tuttavia sarà limitato ai carichi affidati dal 2000 al 2010 ed esclusivamente per i contribuenti con redditi fino a 30.000 euro.

In favore delle partite IVA che hanno subito un calo di fatturato pari almeno al 30 per cento nel 2020, rispetto al 2019, viene inoltre introdotta la sanatoria degli avvisi bonari relativi agli anni 2017 e 2018.

Nulla di particolarmente importante nonostante le numerosissime e fuorvianti notizie che circolavano da mesi in rete.

Gli esperti definiscono questo provvedimento come un atto dovuto per alleggerire il carico inesigibile che rallentava il lavoro dell’ AER.

Nessun respiro quindi, loscopo è quello di rendere il lavoro del riscossore più snello ed efficacie.

Le limitazioni sono state imposte da PD e Leu che dopo una lunga trattativa sono riusciti ad evitare le molto più ampie richieste, di M5S e la Lega di Salvini, che chiedevano la cancellazione quasi totale per dare respiro ad imprese e famiglie colpite dalla pandemia.

Assegno Unico per i figli

L’Assegno Unico per i figli o universale, dovrebbe cominciare dal 1° luglio prossimo per i nuclei familiari con figli a carico fino al compimento del ventunesimo anno di età.

L’assegno unico e universale, che attende solo l’approvazione definitiva del Senato darà luogo alla graduale soppressione di alcune misure come l’assegno ai nuclei familiari con almeno tre figli minori, il bonus bebè e il premio alla nascita o all’adozione.

Il via dell’assegno unico e universale, probabilmente troverà applicazione dal 1° luglio 2021 ma attende ancora il via libera finale del Senato, a cui seguirà la pubblicazione del provvedimento sulla Gazzetta Ufficiale.
Ma la riforma prenderà corpo solo quando il Governo emanerà i decreti legislativi volti a riordinare, semplificare e potenziare, anche in via progressiva, le misure a sostegno dei figli a carico attraverso l’assegno unico e universale, decreti che dovranno essere adottare entro un anno dall’entrata in vigore della legge delega.

Finalità e ambito di applicazione

Il beneficio economico sarà rconosciuto progressivamente a tutti i nuclei familiari con figli a carico al fine di favorire la natalità, di sostenere la genitorialità e di promuovere l’occupazione, in particolare femminile.
Attenzione però, occorre prima conseguire le relative risorse finanziarie che arriveranno in parte  dal “graduale superamento o dalla soppressione” di alcune importanti prestazioni e misure attualmente vigenti.

Assegno Unico per figli fino a 21 anni

L’assegno è riconosciuto mensilmente per:
– per ogni figlio nascituro a decorrere dal settimo mese di gravidanza;
– per ciascun figlio minorenne a carico;
– per ciascun figlio maggiorenne a carico e fino al compimento del ventunesimo anno di età purchè (si tratta di condizioni alternative) frequenti un percorso di formazione scolastica o professionale o un corso di laurea; svolga un tirocinio ovvero un’attività lavorativa limitata, con reddito complessivo inferiore a un determinato importo annuale; sia registrato come soggetto disoccupato e in cerca di lavoro presso un centro per l’impiego o un’agenzia per il lavoro; svolga il servizio civile universale;
– per ciascun figlio disabile anche dopo il compimento del ventunesimo anno di età, qualora risulti ancora a carico.

Chi potrà ottenerlo e requisiti

Intanto possono chiederlo entrambi i genitori, tra i quali viene ripartito in egual misura. In loro assenza, spetta a chi esercita la responsabilità genitoriale.
In caso di separazione legale ed effettiva, annullamento, divorzio l’assegno, se manca un accordo, viene erogato al genitore affidatario mentre, nel caso di affidamento congiunto o condiviso, l’assegno è ripartito in pari misura tra i genitori.
In caso di figlio maggiorenne a carico l’importo può essere corrisposto direttamente al figlio, su sua richiesta, al fine di favorirne l’autonomia.
I genitori (o gli altri richiedenti) devono essere possedere cumulativamente i seguenti requisiti:
– avere la cittadinanza italiana o essere cittadini comunitari, o un suo familiare, con diritto di soggiorno o diritto di soggiorno permanente, ovvero essere cittadini extracomunitari in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo o del permesso di soggiorno per motivi di lavoro o di ricerca, di durata almeno annuale;
– essere soggetti al pagamento dell’imposta sul reddito in Italia;
– essere residenti e domiciliati, con i figli a carico, in Italia per l’intera durata del beneficio;
– essere stato o essere residente in Italia per almeno due anni, anche non continuativi, ovvero essere titolare di un contratto di lavoro a tempo indeterminato, o a tempo determinato di durata almeno biennale.

Criteri di calcolo dell’assegno

Il beneficio è modulato sulla base della condizione economica del nucleo familiare, individuata attraverso l’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) o sue componenti, tenendo conto dell’età dei figli a carico e dei possibili effetti di disincentivo al lavoro per il secondo percettore di reddito nel nucleo familiare.
L’importo base in tal modo definito è soggetto a maggiorazioni in caso di figli successivi al secondo (dal terzo in poi) nonchè per le madri con meno di 21 anni.
L’Assegno Unico prevede inoltre varianti a favore dei figli disabili. La maggiorazione dell’assegno dovrà essere prevista secondo un’aliquota non inferiore al 30 per cento e non superiore al 50 per cento, per ciascun figlio con disabilità, rispettivamente minorenne o maggiorenne e di età inferiore a ventuno anni, con importo della maggiorazione graduato secondo le classificazioni della condizione di disabilità.
Ai figli disabili di età pari o superiore a ventuno anni, ancora a carico, non spetta invece alcuna maggiorazione.

Modalità di corresponsione

L’assegno è liquidato come credito d’imposta ovvero come erogazione mensile di una somma in denaro.
Se il nucleo familiare è titolare di reddito di cittadinanza o di pensione di cittadinanza l’assegno è corrisposto congiuntamente ad esso e secondo le modalità di erogazione del beneficio economico relativo al medesimo reddito (o pensione).

Prestazioni compatibili

L’assegno può essere erogato ai percettori del reddito di cittadinanza e della pensione di cittadinanza con prestazione rimodulata nell’ammontare complessivo in considerazione dei componenti di minore età presenti nel nucleo familiare.
L’assegno è compatibile anche con la fruizione di eventuali altre misure in denaro a favore dei figli a carico erogate dalle regioni, dalle province autonome di Trento e di Bolzano e dagli enti locali.
L’assegno non è considerato per la richiesta e per il calcolo delle prestazioni sociali agevolate, dei trattamenti assistenziali e di altri benefici e prestazioni sociali (previsti da altre norme) in favore dei figli con disabilità.
Le borse di lavoro volte all’inclusione o all’avvicinamento in attività lavorative di persone con disabilità non sono considerate ai fini dell’accesso all’assegno e per il calcolo dello stesso.

Prestazioni che saranno soppresse

Ecco alcune misure attualmente vigenti che molto probabilmente saranno soppresse:
· assegno ai nuclei familiari con almeno tre figli minori;
· bonus bebè o assegno di natalità;
· premio alla nascita o all’adozione;
· Fondo di sostegno alla natalità (fondo rotativo inteso a favorire l’accesso al credito delle famiglie con uno o più figli, nati o adottati a decorrere dal 2017, mediante il rilascio di garanzie dirette, anche fideiussorie, alle banche e agli intermediari finanziari).
E, subordinatamente ad una più ampia riforma del sistema fiscale:
· detrazioni fiscali previste dall’articolo 12, commi 1, lettera c), e 1-bis, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917;
· assegno per il nucleo familiare, previsto dall’articolo 2 del decreto-legge 13 marzo 1988, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 maggio 1988, n. 153, nonché degli assegni familiari previsti dal testo unico delle norme concernenti gli assegni familiari, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 1955, n. 797.

Prime case e partite iva sotto attacco

Ci siamo! È tornato più pesante che mai, al centro dell’attenzione politica ed economica, uno degli argomenti più sentiti in Italia. Ad essere preso di mira è il settore immobiliare, da sempre antagonista del ramo finanziario in tema di risparmio e investinenti.
A sferrare gli attacchi sono i rappresentanti del del sistema bancario.
Non a caso ad esporsi è stato Vincenzo Visco durante la sua decisa risposta in una audizione dell’1 febbraio davanti alle commissioni Finanze di Camera e Senato. Quest’ultimo, innanzi tutto, ha tirato in ballo il regime forfettario, dichiarando che la detassazione e la mancata applicazione dell’iva, delle addizionali irpef regionali e comunali avrebbe creato una discriminazione con i lavoratori dipendenti con lo stesso reddito.
Peccato però che l’ex ministro ha fatto finta di non considerare la profonda differenza, in termini di tutela e assistenza, che grava contro l’esercito delle partite iva. Infatti i possessori non godono di periodi di malattia, non ricevono sostegni di tipo economico come gli assegni familiari o la NASPI, non possono godere di ferie, riposi e festività retribuite e in qualità di imprenditori portano avanti la loro attività mettendo a rischio le loro personali risorse economiche, magari proprio per crearsi quel lavoro che non hanno trovato come dipendenti.
Finiti gli attacchi ai lavoratori autonomi lo stesso Visco ha puntato il dito contro il settore immobiliare, da sempre investimento e area di risparmio degli italiani a scapito del mercato finanziario.
Visco ha attaccato il settore immobiliare definendolo “sottotassato nel nostro ordinamento”, cominciando da “l’abitazione principale”. Secondo l’ex ministro del Tesoro la presunta sottotassazione “determina un aumento artificiale del valore degli immobili e un indebito arricchimento dei proprietari” infine “una distorsione degli investimenti delle famiglie che penalizza gli investimenti in altri settori”, ovviamente si riferiva appunto al mercato finanziario.
Viste le premesse sono certo che il prossimo Presidente del Consiglio sarà proprio l’esponente più illustre e storico del sistema bancario, Mario Draghi.
Se così fosse, come sembra, l’Italia finirebbe definitivamente in mano ai banchieri? Forse si, alla faccia di tutti gli elettori che hanno sostenuto politici, che a caccia di voti, si schieravano spudoratamente e apertamente contro i poteri forti.

Genova, poveri in fila multati per assembramento

Erano poveri, tutti in fila per ricevere un pasto caldo, troppo vicini e sembra che qualcuno non rispettasse le regole riguardo allamascherina.

Per questo a Genova, in via Prè, nel cuore del centro storico cittadino: chi si è trovato in fila davanti al circolo che distribuisce pasti ai meno abbienti è stato multato dai vigili proprio per assembramento. I vigili urbani hanno confermato l’episodio.

Legge di Bilancio 20/21, primo via libera del CDM, confermato l’assegno unico

Il Consiglio dei Ministri dà il via libera alla prima versione della Legge di Bilancio 2021. Tra le novità fiscali: creazione di un Fondo per la riforma fiscale, assegno unico per i figli a carico, abolizione dal 2022 dell’esterometro, proroga dei bonus casa, proroga del bonus bebè, proroga della cassa integrazione, novità sulle pensioni.